Attività redditizie

Quando tengo il mio seminario "Il Professionista del Futuro" la parte che più incuriosisce le persone presenti è quella relativa ai cambiamenti che ci saranno nei prossimi anni nell'economia italiana, soprattutto in settori strategici e profondamente in crisi quali l'edilizia, l'automotive, l'abbigliamento.

In realtà parlare di settori in crisi oggi è molto generico, e andrebbero fatte delle distinzioni.
Diciamo che il "Principio di Pareto", che spiega la relazione dell'80/20, in questo caso si applica alla perfezione, rivelando una situazione economica sempre più evidente a tutti: a fronte di un 80% di aziende che non ce la faranno a superare la crisi, il rimanente 20% si prenderà le fette di mercato lasciate libere, aumentando fatturato ed utili. Una visione terrificante sotto l'aspetto sociale, dal momento che questo significherà una povertà molto più diffusa da una parte e maggiori ricchezze dall'altra. Ma i presupposti ci sono tutti.

Quindi non rimane che capire cosa accadrà.

Diciamo innanzitutto che il 20% delle aziende che crescerà sarà composto da quelle che avranno fatto una (o la maggior parte) di queste azioni:

1- Apertura di nuovi mercati (extraeuropei)
2- Commercializzazione anche on line
3- Sinergie innovative con settori in crescita.
4- Gestione aziendale perfetta (ovvero competenza a livello imprenditoriale) 

Ho già parlato in passato dei primi due fattori, quindi in questo articolo mi concentrerò solo sugli ultimi due, che sono anche i più importanti.


Sinergie innovative con settori in crescita.

Facciamo l'esempio dell'edilizia, che come sappiamo è uno dei più colpiti.
La tradizionale azienda che costruisce tanti palazzoni e poi spera di venderli è destinata a non farcela, a meno che non crei sinergie con i settori che stanno tenendo o addirittura crescendo, come ad esempio l'alimentare di qualità (biologico, orti a km zero, etc.) e le energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, etc.).
Reggeranno quindi alla crisi solo coloro che punteranno su case autosufficienti in termini energetici e che, per esempio, prevedano una piccola serra in cui poter fare il proprio orto anche se si abita in città (all'estero esistono già e vanno a ruba).
Andranno molto i servizi legati alle persone, soprattutto bambini ed anziani. Quindi un'idea potrebbe essere creare partnership con agenzie che offrano personale formato e di qualità ad un intero condominio, in modo da poter ammortizzare le spese (ad es. baby sitting condominiale).
Gli esempi potrebbero continuare e chiarirebbero la grande differenza tra il costruttore edile destinato a scomparire e quello che continuerà a vendere case, nonostante tutto.

Per riassumere, la prima regola aurea è introdurre in settori in crisi dei fattori che si possano legare a settori in forte crescita, in modo da valorizzare gli aspetti innovativi e vincere sulla concorrenza ancora "ingessata" su modelli vecchi di business.
I risultati di solito sono straordinari, come nel caso dei FabLab, in cui la figura dell'artigiano si fonde con la tecnologia digitale, permettendo il rilancio di settori ormai in difficoltà come l'abbigliamento, l'arredamento, la meccanica. Se volete approfondire questo argomento potete leggere due post molto interessanti, su cosa sono i FabLab (qui) e della rivoluzione che creeranno nel mondo del lavoro (qui).
Già molte persone stanno avviando attività altamente redditizie legate a questo fenomeno emergente, come ad esempio la commercializzazione di stampanti 3D.
Seguite questo mio consiglio ed un giorno mi ringrazierete.

Gestione aziendale perfetta 

La seconda regola aurea è che non si può più improvvisare. Sia per chi possiede già un'azienda che per chi vuole aprire una nuova attività è finita l'epoca dei guadagni che arrivavano automatici solo grazie alle "buone idee" o a un "buon prodotto".
E' necessario essere eccellenti (a prescindere dal settore in cui si opera) nella pianificazione finanziaria, nell'organizzazione, nell'approccio marketing/commerciale e nelle relazioni interpersonali.
Senza queste competenze ormai non si va più da nessuna parte, è solo questione di tempo ma prima o poi si viene fatti fuori.
Quindi un'attività può diventare redditizia solo quando chi la gestisce è molto più competente su questi fattori rispetto alla concorrenza. Studia e diventa eccellente soprattutto nelle aree in cui ti senti più debole e vedrai subito la differenza. Oppure, se puoi permettertelo economicamente, affidati a persone che quelle competenze le hanno già.
Però ti scongiuro, basta superficialità. Di mediocrità oggi si muore.

Chi seguirà queste due regole auree avrà nei prossimi anni grandi opportunità di crescita o di avviamento di attività fortemente redditizie. Mentre chi attenderà che il mercato si "riapra" o crederà di poter fare l'imprenditore improvvisato dovrà prepararsi ad un futuro ancora più duro.
Augh!

P.S.
Per chi ha intenzione di aprire una nuova attività consiglio di leggere anche questi post:
"Aprire un'attività che rende"
"Come capire se una start-up può avere successo"


136 commenti:

  1. Questi suggerimenti sull'edilizia sono interessanti, ne ha anche da darci sul settore abbigliamento?
    Grazie.
    Stefano Grasotto

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  2. Buongiorno Stefano,
    la domanda è molto generica. Intende consigli per chi ha negozi di abbigliamento oppure per chi produce e commercializza?
    Nel primo caso tutto dipende da quali marchi rappresenta, da dove sono posizionati i negozi e dal posizionamento (lusso, medio, low cost). E comunque ci sono molte azioni da poter fare per attirare più clienti o fidelizzare quelli esistenti.

    Nel secondo caso il mio consiglio è sempre lo stesso: bisogna fare rete con altre aziende e cercare nuovi mercati esteri. Chi ha solo clientela italiana non ha molte possibilità di riuscita, a meno che i suoi clienti non abbiano a loro volta clientela straniera.
    Mi scriva in privato con qualche dettaglio in più così potrò esserLe più utile.

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  3. Buongiorno Fabrizio,
    ti seguo da poco ma devo dire che applicando alcuni tuoi consigli ho già visto alcuni risultati.
    Ti volevo chiedere se quelli che hai dato qui funzionano per tutte le aziende o se ci sono delle eccezzioni. Grazie.

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  4. Ciao Paolo, ovviamente ci sono sempre le eccezioni, ma il concetto di base è applicabile ad ogni azienda, e ne approfitto per ribadirlo: se operi in un settore senza possibilità di crescita per i prossimi 5 anni (soprattutto edilizia, abbigliamento e automotive) non hai altra scelta. O cambi settore o ti "agganci" a settori con maggiori possibilità di crescita, possibilmente allargando il tuo raggio d'azione e cercando clienti nei paesi che non vivono la crisi come da noi in europa (germania esclusa, ma io non credo che duri a lungo).
    Da qui a capire cosa fare esattamente caso per caso ovviamente ce ne passa e non voglio trasferire l'idea che sia semplice. Siamo nella stessa condizione di un naufrago su un'isola deserta: o ci attrezziamo per sopravvivere sull'isola o cominciamo a costruire la zattera per tentare di andarcene...

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  5. Ciao fabrizio se posso vorrei sapere il tuo amico di allorigine.it che giro di affari può avere con il suo sito?
    grazie
    maurizio

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  6. Buonasera Maurizio, questa è un'informazione che preferirei chiedessi direttamente a lui. Sul sito c'è il numero, lui si chiama Davide ed è una persona estremamente disponibile.

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  7. tante belle parole ma nessun esempio pratico.
    sono tutti bravi a parlare per astratto,........fare investimenti, mercati diversi etc... bella lezione ma la realtà è sempre diversa.

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    1. Caro anonimo, grazie per il tuo contributo alla discussione. Di sostanza e costruttivo.

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  8. Buongiorno fabrizio alla luce di quello che hai scritto quali sono i settori in espansione e dove secondo te sarebbe meglio investire . Stringendo avendo a disposizione 100 mq di negozio in una zona di buon passaggio cosa apriresti?
    Grazie
    Luca

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    1. Un negozio di prodotti ecologici oppure a km zero, stringendo collaborazioni con contadini della zona.

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  9. Buongiorno Fabrizio, vorrei chiederle se sarebbe utile investire nella creazione di case di riposo per anziani ed inoltre, se sarebbe possibile investire nei trasporti pubblici riguardanti sia l'estero sia l'italia.

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    1. Quella delle case di riposo potrebbe essere una buona idea, a patto che il personale venga formato per gestire clientela esigente. Ho avuto esperienze nel settore e posso assicurare che ci sarebbero molti spazi in questo senso.
      Sui trasporti dovrebbe essere più specifico, così posta la domanda è troppo vaga.

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  10. Buongiorno Fabbrizio vorrei sapere un tuo parere sui compro oro se reputi che aprire questa attività possa essere azzeccato o se sono solo un fenomeno dei tempi che una volta passata la crisi diminuirà grazie.

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    1. Premetto che dubito fortemente che la crisi "passerà". Semmai è destinata ad aumentare. Quindi potenzialmente potrebbe funzionare.
      Personalmente l'unica vera perplessità l'avrei sotto il profilo etico, poiché è un'attività che in gran parte specula sulle difficoltà economiche delle persone.

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  11. Buongiorno Fabrizio, vorrei qualche consiglio o un tuo parere sul settore Ristorazione, il mio obiettivo è di mirare i capoluoghi italiani, tra le preferite spicca "Roma". Grazie in anticipo Domenico

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    1. Buongiorno Domenico,
      purtroppo è una domanda troppo generica, per darti un consiglio devi essere più specifico.
      - Ristorazione di che tipo?
      - Target clientela
      - Zona specifica (centro-periferia)
      - Budget di investimento e business plan
      - Tue/vostre competenze in questo settore

      Puoi mandarmi queste indicazioni in privato alla mia mail personale (f.cotza@all-winners.it), in questo modo potrò esserti d'aiuto.

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  12. Salve, sono titolare di una carrozzeria e mi pare che i suoi consigli non siano molto applicabili alla mia attività, o sbaglio?
    Antonio

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    1. Salve Antonio,
      in realtà molti di questi concetti si possono applicare anche nel suo settore, che conosco molto bene.
      In particolare riguardo all'ottimizzazione delle risorse interne. Per quella che è la mia personale esperienza spesso nelle carrozzerie mancano 3 importanti fattori:
      - flussi produttivi chiari
      - organigramma con responsabilità ben definite (non solo "chi fa cosa")
      - controllo di gestione efficace (fatturato ed incassi mensili, ricavi, incidenza costi fisse e variabili etc.)

      Le assicuro che lavorando su questi aspetti ne avrà un grande giovamento, poiché abbatterà i "costi di non qualità" (errori, sprechi etc.) che gravano spesso sulla marginalità di attività come la sua.
      Se ha bisogno di ulteriori indicazioni mi faccia sapere.

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  13. Buongiorno Fabrizio, sto leggendo e trovo interessanti i suoi consigli, io vorrei aprire un piccolo laboratorio alimentare in un paese di circa 5000 abitanti, produzione di focacce, pizze e dolci con annessa una piccola rivendita e bar per degustazione dei prodotti. Avrebbe qualche consiglio, a parte gli alimenti di tipo bio e/o a km 0? In quanto questo ho gia' valutato il loro utilizzo.
    Grazie in anticipo per gli eventuali consigli che vorra' fornirmi.

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    1. Buonasera,
      il mio consiglio per attività come la sua è di concentrarsi sulla parte commerciale, non aspettando che sia il cliente ad entrare. Faccia incontri a tema, invitando produttori della zona, complementari a quello che fa lei (vini, salumi, etc). Diventi un punto di riferimento per il paese (con 5000 abitanti si può fare) anche a livello culturale, per esempio invitando artisti locali (che possano esporre le proprie opere o leggere ciò che scrivono). Ma soprattutto vada nelle aziende del posto portando un assaggio gratuito ai loro dipendenti di quello che produce, senza alcun obbligo di acquisto.
      Se i prodotti sono di qualità e farà quanto le suggerisco non potrà temere la crisi.
      In bocca al lupo.

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  14. Caro Fabrizio sono in provincia di Rieti in un centro abitato di circa 3ooo persone. Ho una attivita' di alimentari e non con prodotti tipici, di qualita' e non. Vorrei un tuo consiglio su come incrementare un mercato molto lento. Ad esempio punteresti pu' sui vini o sui salumi? Meglio le offerte o gli assaggi? Ciao grazie.

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    1. Buongiorno anonimo(per cortesia firmatevi anche con un semplice nome, darvi dell'anonimo non è molto bello!),
      innanzitutto il primo problema è "di qualità e non". Questo è un errore che il mercato oggi non perdona, perché ci deve essere uno standard che i miei clienti mi riconoscono (soprattutto nei piccoli centri, in cui è importante la propria identità). Quindi scegli dove "posizionarti": o prodotti di qualità o prodotti economici per tutti. Mischiarli è un errore.
      Le offerte vanno bene se punti sui prodotti a basso costo, gli assaggi invece vanno meglio se punti su prodotti di qualità.

      Per il resto leggiti i consigli che ho dato alla domanda appena sopra alla tua. Fai azioni commerciali attive, a prescindere da tutto. Oggi tutti devono imparare a fare i venditori, fuori dai propri negozi e non solo quando il cliente entra. Questo sarà un grosso vantaggio competitivo rispetto ad ogni tipo di concorrente o di crisi.

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  15. ciao fabrizio sono un ragazzo che sa commerciare e sono molto convincente a fare acquistare con le mie parole le persone si fidano anche se non mi conoscono
    che lavoro mi consigli
    grz

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  16. ciao Fabrizio,sono un ragazzo attualmente disoccupato ho l intanzione di realizzare un servizio privato per il trasporto di anziani..pensi che sia un settore con possibilita di crescita??sia dal punto di vista economico sia a livello di azienda?grazie in anticipo

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    1. Come idea è buona, ma una start-up ha necessità di un business plan perfetto per capire se ha potenzialità buone o scarse. Dopo che l'hai fatto mandamelo via mail che ti do un parere più dettagliato.

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  17. Ciao Fabrizio, ho un locale di 120 mq. in prov. di Caserta. su una strada di passaggio che collega molte zone limitofe.
    Le scrivo per avere un consiglio o meglio un parere di cosa aprire???

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    1. La rimando a questo mio post: http://www.fabrizio-cotza.blogspot.it/2013/03/come-capire-se-una-start-up-puo-avere.html

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  18. salve
    sono un imprenditore di salerno. Ho una società di multi servizio. Negli ultimi tempi mi sto organizzando per aumentare il traffico del mio ufficio affiliandomo con una società che mi permette di pagare i bollettini postali in sede. mi occupo di sanificazioni ambientali in special modo ma anche di tutto quello che può essere una semplice manutenzione della casa. Vorrei fidelizzare i miei clienti convenzionandoli attraverso i molteplici servizi che offro( es. spedizioni) . Il mio intendo è di offrire servizi dove le persone hanno ripetutamente bisogno, come ad esempio i pagamenti delle bollette. Mi potresti indicare, secondo la tua esperienza, quali altri servizi similari potrei offrire per fidelizzare e ricercare nuovi clienti?

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    1. Salve, per consulenze così specifiche c'è il mio servizio di consulenza on line, perché va fatta un'analisi più accurata e personalizzata: http://www.fabrizio-cotza.blogspot.it/p/consulent.html
      Cordiali Saluti.

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  19. salve ho 24 anni mi chiamo marco.. la mia idea era quella d aprire una pizzeria drive-in o meglio ancora proporre pizze alle fiere.. quest'ultima la valuto in quanto piadinerie e panineria se ne trovano in abbondanza... quale reputa migliore??

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    1. Pizze alle fiere. Comporta meno costi fissi e di avvio rispetto una birreria drive-in e di solito ha grandi marginalità.

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  20. Buonasera, io sono titolare di 4 negozi in centro a Milano, mi occupo di abbigliamento, e davvero da 6 mesi a questa parte ne io ne il mio socio sappiamo dove sbattere la testa, il nostro vantaggio è un nome ben conosciuto dal 1970. Peró nn avendo mai attraversato un periodo simile non sappiamo a cosa stiamo andando in contro, fino alla scorsa estate facevamo dei numeri, che purtroppo soprattutto in questo primo trimestre sono drasticamente diminuiti. Ha qualche consiglio da darmi?
    La ringrazio in anticipo,

    Maurizio D'Angelo

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    1. Buongiorno Maurizio,
      tutte le volte che devo intervenire per risollevare le sorti di negozi di abbigliamento trovo due macro cause:
      1. Personale poco competente, abituato a vendere come se niente sia cambiato in questi anni, ovvero dando poca attenzione ai particolari, alle esigenze psicologiche dei clienti, all'approccio iniziale etc.
      2. Marketing completamente errato, ovvero si aspetta ancora che sia il cliente ad entrare in negozio, ci si limita a vecchie forme pubblicitarie (volantini, giornali, manifesti etc.) senza far fare ai commessi marketing diretto sul proprio database, senza creare iniziative che ci facciano differenziare dalla concorrenza, senza creare partnership con altre attività trasversali.
      In mancanza di uno o di entrambi questi fattori è molto difficile riuscire a far fronte alla crisi.
      Se ha bisogno di informazioni più precise mi contatti via mail: f.cotza@all-winners.it

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  21. Buonasera Fabrizio, sono una libera professionista e da venti anni ho uno studio di consulenza aziendale e bancaria in provincia di Milano. Non ho mai fatto fatica a trovare clienti. Sembrerà strano che in tempo di crisi non ci siano imprese che necessitino di una consulenza del genere ma è proprio così, anche facendo pubblicità non si hanno risultati.
    Trovo difficile anche collaborare con studi di commercialisti. Sto pensando, a malincuore, di chiudere.
    Ha dei consigli da darmi?
    La ringrazio anticipatamente.
    Rossella

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    1. Buonasera Rossella,
      sono dell'idea che un consulente dovrebbe avere nelle referenze dei propri clienti soddisfatti una inesauribile fonte di nuovi clienti. Non abbia timore a chiederle espressamente, se ha fatto un buon lavoro con loro saranno ben felici di dargliele.

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  22. buon giorno Fabrizio!
    ho una piccola cartoleria, visto il calo nelle vendite, recentemente ho inserito una zona stampa-grafica ( biglietti da visita, locandine, vetrofanie, magliette personalizzate, impaginazioni ecc.)
    ha qualche consiglio da darmi sulla promozione dell'attività e eventuali settori in crescità nei quali mi potrei inserire o collaborare?
    grazie 1000
    distinti saluti Fabrizio

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    1. Certo, se fossi in te (e se puoi lasciare qualcuno dentro al tuo posto) andrei fuori tutto il giorno a proporre quello che fai presso altre attività commerciali o presso le aziende. Invece di spendere soldi in pubblicità investi quei soldi portandogli già un gadget con il loro marchio o un'idea che in base al loro settore potrebbero utilizzare. In poche parole non aspettare che siano loro a chiederti le cose ma trasformati tu nel loro responsabile marketing che offre già la soluzione.
      Ad esempio, io mi occupo di consulenza e formazione. Che gadget mi proporresti da offrire ai miei clienti per distinguermi dai miei concorrenti?
      A presto.

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  23. Buonasera .. ho un negozio di abbigliamento alla spezia... Ma causa crisi e la troppa concorrenza siamo messi male.. non ci esce stipendio e ora siamo anche oltre il fido..la cosa piu'logica sarebbe chiudere......vorremmo Un consiglio prima di arrivare a chiudere .....o come cambiare....

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    1. Buongiorno Sabrina,
      premetto che non ho la bacchetta magica e anzi diffido di chi sostiene di averla. Quello che posso fare è darle una mano a comprendere le cause ed eventualmente alcune soluzioni.
      In questo caso specifico bisognerebbe distinguere se si tratta di:
      - pochi ingressi nel negozio, di persone che però poi comprano.
      - vendite scarse alle persone che comunque entrano in buon numero.
      Se le persone sono poche e quelle poche non comprano... allora sono davvero guai.

      Vediamo però di comprendere le vere cause.
      Nel primo caso si tratterebbe di un problema di marketing, mentre nel seconda caso il problema sarebbe la scarsa efficacia di chi vende.
      Il problema legato al marketing non si risolve più con la pubblicità ma contattando direttamente il proprio database di clienti (fidelizzati e non). Io non amo molto le telefonate finalizzate ad una proposta commerciale, preferisco partire con un sondaggio che mi faccia comprendere perché i miei clienti non comprano più (senza darmi da solo le risposte, molto spesso errate). In poche parole dovrei capire se i miei clienti non comprano più abbigliamento in generale o se lo stanno acquistando altrove. Ovviamente per fare un sondaggio di questo tipo serve una certa preparazione. Se non la si ha bisogna affidarsi a professionisti. L'obiettivo è capire cosa vogliono davvero i clienti e quali sono i motivi per cui non comprano più da noi (la crisi di solito incide al massimo per un 50%).

      Nel caso invece le persone entrino ma poi non comprino abbiamo detto che la vera causa sta nella poca abilità di chi vende. La maggior parte di chi fa questo lavoro non ha mai fatto un corso o non ha mai letto libri, affidandosi solo alla propria "esperienza". Purtroppo non basta più. In questo caso consiglio di andare in libreria e sfogliare libri sull'argomento per trovare l'approccio che più si adegua alla propria personalità (io ad esempio detesto la vendita "ipnotica" ovvero quella fatta con i trucchetti). Oppure se conosce personalmente qualche bravo consulente o formatore in zona si affidi a lui. Se non conosce nessuno mi chiami o mi scriva, cercherò io di darle qualche dritta a distanza: f.cotza@all-winners.it.
      In bocca al lupo.

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  24. Salve, ho 28 anni e sono mamma di due bimbi di 6 mesi e di 4 anni. Assunta in un'azienda ormai alla deriva. Ho la necessita di reinventarmi. Sto valutano l'idea di aprire un negozio dell'usato per bambini essendo infilata in asili nido e scuole materne. C'e qualcosa pero che non mi convince su questo tipo di attività e ho paura di fare un flop. Si perche sono tutte disposte a usare vestiti usati quando si tratta di roba regalata ma se c'e da spendere, io per prima, magari vado sul low cost ma comunque prendo il nuovo. Cosa ne pensa???
    Saluti
    Noemi

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    1. Non mi sembra un'idea vincente, proprio per i motivi che ha già esposto Lei.

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  25. Salve mi chiamo Matteo, avrei intenzione di aprire un sito di annunci online con delle migliorie rispetto a quelli tradizionali.
    La mia domanda e che investimento pubblicitario servirebbe per far lanciare il sito in modo che abbia un elevato flusso di visualizzazioni?
    Grazie

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    1. Non ne ho la più pallida idea, anche perché bisognerebbe capire cosa intendi per elevato flusso.

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  26. Il mio obbiettivo sarebbe quello di avere un sito con almeno 2milioni di articoli di qualsiasi genere dalle auto all'eletteonica ecc e riuscire ad avere circa 100mila visualizzazione al giorno.

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    1. Allora devi rivolgerti ad un consulente specializzato in siti web, cosa che io purtroppo non sono.

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  27. Ciao Fabrizio. Ho intenzione di aprire un azienda che si occupa di edilizia e energia rinnovabile per la ristrutturazione di edilizia innovativa a basso consumo energetico. Come mi proponi di creare la propria rete di clienti?

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    1. Ciao Anonimo,
      come ben sai l'edilizia non è un mercato molto florido in questo momento, ma le energie rinnovabili avranno sicuramente un futuro. Io partirei con un sondaggio da fare a quelli che reputi essere tuoi potenziali clienti per verificare se e quanto sono interessati alla tua idea. In base a questi risultati creerei un'operazione marketing mirata, in base al posizionamento che ti sei dato.
      In bocca al lupo.

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  28. Ciao Fabrizio mi chiamo Giorgia e vengo da Verona. Ho 28 anni e da ormai quasi 6 anni lavoro nel commercio come dipendente. Io e il mio ragazzo stiamo pensando di aprirci un piccolo negozio in proprio,sia per coronare un mio piccolo sogno,sia per un nostro futuro medio redditizio da poter far ereditare ai nostri figli in futuro. A me piacerebbe un piccolo negozio di abbigliamento femminile o maschile pero si sa a Verona n quanto cittá d'arte c'e molta competizione e il target mirato é quello del turista e per un ceto medio alto.
    Ora come ora,cosa mi consiglieresti? Nel senso quale ramo mi cnsiglieresti di guardare per avere un'attivitá anche piccola ma che dia un reddito ora e futuro?
    Grazie mille
    Giorgia

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    Risposte
    1. Ciao Giorgia,
      come spesso ricordo nei miei articoli non esiste un'attività che in automatico dia reddito ora e in futuro, bensì persone in grado di rendere un'attività vincente oppure perdente.
      Ogni mio buon consiglio sarebbe vano se prima non fate un business plan, se non avete una grande preparazione nelle vendita, se non sapete gestire gli acquisti alla perfezione o se non siete esperti in pianificazione finanziaria. Tutte competenze non necessarie un tempo per aprire una propria attività e divenute invece oggi indispensabili.
      Una volta che ci si è risposti su queste competenze di tipo imprenditoriale ha senso anche ipotizzare l'investimento su una start-up (leggi il mio articolo in merito se non l'hai già fatto: http://www.fabrizio-cotza.blogspot.it/2013/03/come-capire-se-una-start-up-puo-avere.html).
      A presto.

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  29. Salve, mi chiamo Rocco, ho 28 anni e sono laureato in economia aziendale. Dopo migliaia e migliaia di curriculum inviati dappertutto e dopo tante mancate risposte lavorative mi è passata per la testa un'idea......quella di fare impresa.
    Da qualche giorno la Regione Basilicata ha reso pubblico un bando con il quale si concedono delle agevolazioni per la creazione di attività imprenditoriali, all'incirca del 50-55%. Considerando che i comuni abbracciati da questa iniziativa sono, in media, di 4.000-5.000 abitanti, trovo difficoltoso trovare un'attività che possa essere redditizia, considerando il basso bacino di utenza, la mancanza di adeguate infrastrutture che permettano rapidi ed efficaci rapporti con realtà vicine ed infine, una localizzazione non proprio felice.
    Avevo pensato ad un'attività di assistenza domiciliare oppure ad un'attività agricola "innovativa".
    Cosa ne pensa??
    Grazie

    RL

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    1. Buonasera Rocco,
      ti avevo scritto subito ma mi sono accorto solo ora che non era stata pubblicata la mia risposta. Ci riproviamo.
      Entrambe le idee sono buone, e si prestano bene ad essere avviate in piccoli centri in cui sfruttare anche il passaparola. Per quanto riguarda l'attività agricola bisognerebbe capire cosa intendi per "innovativa".
      Bene anche le agevolazioni, ma quando fai il business plan ti consiglio di non fare troppo affidamento su quello che ti arrivare dai vari bandi, se poi arriva meglio ancora. Essendo laureato in economia aziendale è inutile che ti dica quanto sia importante impostare al meglio tutto prima di cominciare, piuttosto che dover correggere in corsa.
      In bocca al lupo.

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  30. Salve fabrizio
    ho una piccola impresa edile di 3 operai me compreso che si occupa principalmente di ristrutturazioni, ogni tanto faccio anche qualche lavoretto pubblico aggiudicandomi qualche gara.
    Solo che negli ultimi tempi riesco a lavorare al massimo per circa 5/6 mesi all'anno sommando quando lavoro e quando non lavoro.
    Purtroppo non riesco più ad andare avanti di questo passo.
    Cosa mi consigli di fare visto che so fare solo questo a 38 anni?

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    1. Salve Lazaro,
      innanzitutto di scappare dai lavori pubblici. Questo consiglio lo diedi ai miei clienti nel lontano 2007 e ancora oggi mi ringraziano...
      Puoi reinventarti nel settore edile creandoti una professionalità specifica in settori che ancora non sono saturi, come la bioedilizia. Molte società richiedono anche consulenze esterne quando i clienti hanno esigenze specifiche e tu potresti mandare una comunicazione a quelle della tua zona in cui ti proponi. Ovviamente devi conoscere l'argomento e diventare tu per prima super competente. Le conoscenze classiche ormai non bastano più. E poi impara a vendere, ce ne sarà sempre più bisogno, in qualunque settore si operi.

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    2. Ciao fabrizio,
      grazie del consiglio lo ritengo molto interessante e non ti nego che l'idea mi affascina già da un pò.
      Ma a quali società, di che tipo;
      potrei rivolgermi per tentare di acquisire dei clienti.
      Ti sarei molto grato se mi aiutassi in questo.
      Il tuo consiglio e stato molto importante.

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    3. Inizia contattando personalmente architetti e studi di geometri. Loro stessi potrebbero coinvolgerti in lavori presso loro clienti.

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  31. Ciao Fabrizio,
    Mi chiamo Carmen, ho 26 anni e sono laureata in Sociologia (indirizzo lavoro, organizzazioni e risorse umane), dopo aver conseguito la laurea ho svolto uno stage di 6 mesi nell'ufficio del personale di una società informatica, dove mi sono occupata soprattutto di selezione del personale. Terminato lo stage (non finalizzato a successiva assunzione), ho cercato trovare lavoro nel campo delle risorse umane purtroppo senza successo. Per questo motivo sto riflettendo sull'idea di mettermi in proprio, in modo da sfruttare le mie competenze in materia di selezione del personale e una mia passione che è quella dei bambini. La mia idea è quella di aprire una società di servizi alle famiglie, offrendo ad esempio un servizio di baby sitting. Tuttavia, ciò che mi preoccupa è il fatto che qui a Roma esistono già società del genere e io vorrei distinguermi offrendo un servizio innovativo, un po' diverso da ciò che già c'è sul mercato....inoltre ciò che vorrei chiederti e se a suo parere questa sarebbe o meno un'attività redditizia.
    Grazie mille.
    Carmen

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    1. Buongiorno Carmen,
      non solo la trovo un'ottima idea ma è uno dei progetti che ho anche io nel cassetto da tempo e che prima o poi vorrò realizzare.
      Per distinguersi qui bisogna puntare tutto sulla qualità, ovvero sul fatto che le persone che faranno beby sitting dovranno essere selezionate e formate in maniera eccellente.
      Questo permette di posizionarsi su una fascia alta di clientela, che di sicuro preferisce spendere un po' di più avendo però la certezza che i figli sono in ottime mani e non di improvvisati.
      Se fatto bene non può che avere un grande successo.

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  32. Buongiorno Fabrizio,

    sono Emanuela dalla Provincia di Novara e vorrei un parere/consiglio circa l'idea di aprire un'agenzia che si occupi di organizzare corsi di formazione per manager e imprenditori (corsi relativi al miglioramento della collaborazione nel team aziendale, nella solidarietà fra soggetti e imprese, il tutto mirato ad un incremento della qualità del lavoro e della conseguente efficacia/efficienza). Conosco professionisti/formatori molto qualificati ai quali potrei fornire i contatti e le entrature in Associazioni di imprese e di imprenditori,oltre che tutta l'attività di organizzazione dei corsi. I miei dubbi riguardano questo specifico settore, di cui non conosco lo stato di salute attuale e, soprattutto, mi chiedo a quali imprese oggi possa interessare investire in questo genere di formazione.
    Mi rivolgo alla provincia o alla vicina e metropolitana Milano?
    Grazie in anticipo per la cortese risposta e buon lavoro.

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    1. Buonasera Emanuela,
      ovviamente non posso che appoggiare l'idea, dal momento che credo fermamente nella necessità di diffondere questi concetti tra imprenditori e manager.
      Per quanto mi riguarda non sto affatto avvertendo una contrazione di domanda formativa, anzi. Ma parlando con altri colleghi non tutti sono così contenti.
      Reputo che tra imprenditori e manager ci sia un forte calo di richiesta di formazione puramente "motivazionale" o comunque non legata ad aspetti concreti. Sempre più la motivazione è il frutto di risultati più che il contrario. Mentre la formazione motivazionale +è più richiesta da gente in cerca di occupazione, casalinghe, studenti, etc.
      Quindi nel selezionare i formatori ti consiglio di puntare su gente concreta, che faccia anche consulenza aziendale e che abbia portato risultati tangibili negli ultimi 5 anni ai propri clienti (fatti dare referenze e non ascoltare solo quello che dicono di aver fatto). Di colleghi con queste abilità non ne conosco molti, ma quei pochi non soffrono la crisi e sanno trasmettere questo valore nei loro corsi.
      Riguardo la zona non distinguerei tra provincia e città, in genere un raggio di 100 km almeno viene ricoperto senza problemi da chiunque sia veramente interessato.
      In bocca al lupo!

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    2. Molte grazie per la cortese, celere ed esaustiva risposta!
      Sono considerazioni molto concrete e utili, che non mancherò di applicare.
      In attesa di poterci riaggiornare ad attività avviata, Le auguro ogni successo personale e professionale!
      Emanuela

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  33. Gentile Fabrizio,
    mi chiamo Stefano, ho 24 anni e seguo il corso magistrale di Direzione Aziendale. Ho letto con interesse le Sue risposte ai vari commenti di questo articolo, e mi sto chiedendo se magari ha qualche consiglio da dare anche a me.
    Vivo nella realtà del vicentino, dove tuttora si lavora bene e la mia famiglia è titolare di un salone di parrucchieri uomo e donna con attività consolidata da 25 anni.
    Il salone è dislocato in una zona poco visibile, e se lavoriamo ancora bene il merito va a mio padre e alla sua forte ed esplosiva personalità.
    Lei attualmente come vedrebbe la possibilità di aprire un nuovo salone, considerando la concorrenza dei cinesi che offrono il servizio low cost? Puntare sulla qualità, sulla quantità o diversificare?
    Ovviamente come dice Lei poi andrebbero fatte tutte le analisi del caso, business plan fattibilità economica e quant'altro, ma l'idea potrebbe reggere in questo periodo?
    In particolare secondo Lei quali potrebbero essere i naturali sviluppi che si avranno nell'ambito della cura della persona e in particolare questo ramo ossia parrucchieri?
    Mi scusi se mi sono dilungato ma volevo essere il più chiaro possibile.

    Cordialmente

    SG

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    1. Ciao Stefano,
      il business legato alla cura alla persona sta reggendo bene. Seguo personalmente un cliente leader nell'art nails e devo dire che la crisi è una parola totalmente sconosciuta in quel settore.
      I cinesi non rappresentano un problema finché ci sono persone come tuo padre, che grazie alla loro "personalità esplosiva" danno valore aggiunto al proprio lavoro.
      La risposta quindi è scontata: mai fronteggiarli sul loro campo (il basso costo) e puntare sempre sulla qualità.
      Nel tuo caso l'importante è non cannibalizzarvi, ovvero creare un salone uguale a quello già esistente che porti via la clientela che già avete. Quindi pensate a qualcosa di complementare, con servizi che soddisfino un target diverso. E per qualsiasi consiglio supplementare scrivimi pure in privato: f.cotza@all-winners.it

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  34. Salve fabrizio , mi chiamo matteo,vivo in emilia romagna e da 3 anni a questa parte organizzo tornei di texas hold'em.
    non essendo ancora chiara la situazione del poker texano live in italia, è riconosciuto come skillgame ma malvisto dalle questure e ad oggi sprovvisto di una regolamentazione/concessione statale che lo regolarizzi al 100%.Per farla breve la mia idea abitando in una provincia di 120.000 abitanti circa,con moltissime sale vlt ,era quella di aprire una sorta di mini casinò, con poker room , servizio bar , scommesse sportive , sala slot fumatori e non.
    potrebbe essere un idea vincente?
    dalla mia ho una buona esperienza, un'ottima reputazione , molta serieta' ed educazione nel rapporto con la clientela.
    IL settore gioco ha subito anchesso la crisi?

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    1. Ciao Matteo,
      perdonami ma per una questione di mia etica professionale non offro consigli per attività che non approvo.
      Nel caso specifico non per moralismo di bassa lega, ma per due motivi che reputo importanti:
      1. il rendere sempre più "accessibili" alle persone questi luoghi significa attirare più facilmente anche coloro che non sono in grado di gestire psicologicamente il proprio denaro o la perdita di esso.
      2. il mondo delle slot è in mano ad aziende e personaggi di cui non ho stima.

      So che comprenderai e che non me ne vorrai per questo ;)

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  35. Buongiorno, vivo sul lago maggiore Verbania,avrei un sogno quello di aprire un asilo nido privato, qualche consiglio puo' darmelo?grazie

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    1. Buongiorno Eleonora,
      questa è un'idea molto bella e che può rivelarsi davvero vincente se sviluppata bene. Il mio consiglio è di rivolgersi ad una fascia medio-alta di clienti. Curi in maniera perfetta la selezione del personale e di tutti coloro che faranno parte dello staff, puntando su questo aspetto quando dovrà fare il marketing. I genitori vogliono che i loro figli siano in mani sicure, soprattutto in un'età così delicata, quindi chi può permetterselo è disposto a pagare un "premium price" pur di avere una garanzia di questo tipo.
      Faccia prima un sondaggio su un target di persone con queste caratteristiche e verifichi le potenzialità di questo progetto nella sua città.
      In bocca al lupo.

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  36. Buongiorno Fabrizio,
    mi chiamo Luca e scrivo dalla Sicilia, ho già un lavoro che non intendo mollare, però mi piacerebbe aprire per il periodo estivo un minimarket in una zona di mare del mio paese, è un lungomare di 2 km, non super affollato come le più famose località di vacanze ma comunque con un discreto via vai di gente. Non essendoci come attività perchè più che altro sono bar, vorrei sapere cosa ne pensi? P.S. assumerei una persona per lavorarci, quindi relativi costi di personale.
    Grazie e ciao!

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    1. Ciao Luca,
      l'idea mi pare buona, anche se non proprio innovativa. In questo genere di attività consiglio sempre di puntare su due aspetti fondamentali:
      1. Se non ci lavori tu direttamente seleziona una persona bravissima nel contatto col pubblico. Non metterci dentro una persona che ti costa solamente poco. Il 50% del successo dipenderà da quello.
      2. Fai prima una pianificazione finanziaria (calcolo break even e piano di rientro dell'investimento) ed un piccolo sondaggio (anche tra i passanti, basteranno una trentina) per verificare a quanti farebbe comodo avere un minimarket in zona e cosa vorrebbero acquistare.

      Se poi sei bravo nel fare all'inizio un marketing mirato non dovresti incontrare grosse difficoltà a rendere l'attività redditizia.

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  37. BUON Giorno Fabrizio ci tengo a complimentarmi con te.
    Grande talento .
    Volevo un consiglio dato che le cose mi vanno male.
    Io ho aperto un attivita di riparazioni generali.
    Cioe: riparo singoli ricambi
    pezzi industriali.
    Es. riparo n paraurti
    un giunto
    pezzi idraulici
    semplicemente riparazioni.
    Credevo che la riparazione poteva avere un gran risultato ma non lo e stato
    perchè.
    Ringrazio anticipatamente e porgo i saluti

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    1. Ciao Paolo,
      ho visto che mi hai scritto anche una mail, ti ho risposto lì in forma privata. Fammi sapere.

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  38. Complimenti Dott.Cotza,vedo che il suo Blog ha molto successo,ha una variegata presenza sia nella qualità,della comunicazione,che nella sostanza degli interventi,ed è proprio dagli interventi che emerge un quadro generale di persone che vogliono o vorrebbero creare un'attività,o migliorarne gli standard,ma mi pare almeno per ciò che ho avuto il tempo di leggere,che emerga un quadro un pò desolante sotto un certo punto di vista,perchè noto piccole idee,non trovo la presenza di idee di grande respiro economico sociale,e questo è desolante,vista la situazione attuale.Le scrivo ciò,perché mi piacerebbe conoscere il suo pensiero in merito.
    Grazie Antonino

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    1. Buongiorono Dott.Garofalo, e grazie.
      Sì, in effetti ci troviamo davanti ad un tessuto imprenditoriale non molto promettente, per svariati motivi. Ne sintetizzo alcuni:

      1. Pigrizia mentale o scarsa creatività: è apparentemente più facile aprire un'attività già vista o già fatta da altri (e che ci sembra aver funzionato) piuttosto che fare qualcosa di veramente innovativo.
      Un vecchio adagio del marketing anni '90 recitava che è "meglio essere i primi che i migliori". Questo in parte è vero, purtroppo in pochi riescono ad avere idee realmente originali (spesso viene fatto un banale copia/incolla con qualche variante marginale) e non è neppure detto che riescano ad essere veramente migliori in qualcosa (se non nella propaganda).

      2. Grande creatività, ma "fuffarola": pericolosissima. Si crede che basti una fantastica idea per trasformarla in un progetto imprenditoriale redditizio. E' vero che servono nuovi imprenditori (creativi) ma sono importanti anche i bravi manager (concreti ed esperti). Altrimenti il flop è assicurato. Ne ho parlato in vari post, per esempio qui: http://goo.gl/bfs8tW).

      3. Vorrei ma non posso: sono coloro che hanno qualcosina da parte, una mezza voglia di fare qualcosa in proprio, un po' di voglia di rischiare. E vorrebbero la soluzione perfetta (per esempio da me, in quanto consulente). Che ovviamente non esiste. La chiarezza di idee (oltre all'idea creativa) è fondamentale.
      Purtroppo adesso c'è la moda delle start-up, e chi non trova lavoro come dipendente si butta in una attività in proprio, spesso senza avere competenze e strumenti. Magari vittime di un "corso motivazionale" o abbagliati dall'idea di ricevere 5000 euro a fondo perduto. E poi tentano di correre ai ripari quando ormai è troppo tardi.

      Ecco, io credo che queste siano le tre difficoltà maggior a far ripartire l'imprenditoria sana in Italia.
      E Lei cosa ne pensa?

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  39. Salve,
    ho intenzione di aprire un wedding planner nel mio paese.Vorrei qualche suo consiglio.
    Saluti

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    1. L'idea è buona. Ma per fare questo complesso lavoro, tutto basato sull'attenzione ai dettagli, temo che Le manchino alcune caratteristiche ;)

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  40. Gentile signor Fabrizio, complimenti e massima stima per le sue competenti opinioni. Forse le sembrerò un "atipico" in questo suo blog perchè la mia carriera lavorativa è stata su 2 fronti apparentemente opposti: musicista professionista e venditore/formatore. Caratteristiche che per esperienza e passione ho cercato di conciliare insieme e per 10 anni mi hanno portato soddisfazioni. Ora inaspettatamente soffro un netto calo di lavoro, credo dovuto a diminuzione fondi, aumento di concorrenza "sleale" (hobbisti, pensionati e ragazzini a cachet gratis) e, perchè no, sensibile abbassamento culturale. Tuttavia non ho smesso di pensare che possa io in realtà sbagliare qualcosa. Lei cosa ne pensa a riguardo, sempre che consideri la musica un lavoro? come si potrebbe cambiare strada. Perdoni se ho occupato troppo spazio e buone cose. Grazie
    Gianni

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    1. Gianni, la musica può essere un lavoro a tutti gli effetti, ma non ho nessun elemento concreto per poterle dare un consiglio utile. Potrebbe dipendere dalla qualità di ciò che propone o da come si "vende" come artista. Da formatore/venditore credo che dovrebbe trovare autonomamente una risposta alle sue domande.
      Saluti.

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    2. Grazie per la sua risposta!! Buon lavoro. Gianni

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  41. Gentile Sig. Fabrizio,
    Mi presento..sono Michele e prima di esporre le mie richieste ci tengo a farle i miei più sentiti complimenti per le sue numerose risposte che ho avuto modo di leggere.

    Io sono un architetto e fortunatamente il lavoro non manca ma i pagamenti sì. Ho lavorato tanto nel pubblico ma i tempi per riscuotere il lavoro effettuato sono lunghissimi. Attualmente lavoro con una multinazionale in svizzera dato che parlo fluente 4 lingue tra cui il tedesco che è la mia madre lingua.

    Da diverso tempo però mi frulla in mente l idea di aprire un'attività nella mia amata Italia ma questa crisi nell'edilizia non mi lascia ben sperare, ma magari lei mi puó dare una dritta.

    La prima idea sarebbe quella di aprire un'azienda che realizza case secondo i concetti della bio edilizia ..e qui avrei sicuramente il vantaggio di introdurre materiali e concetti che attualmente riscontro nei paesi nordici (vedi Germania) dove costruiscono da ormai 20 anni secondo questi criteri. Potrebbe essere un'idea da valutare?

    La seconda idea sarebbe quella di ristrutturare case di piccole dimensioni situati all'interno di antichi borghi e metterli sul mercato estero. Vivo nel Molise ed ho notato che negli ultimi anni tedeschi, olandesi ed americani acquistano case antiche 'ristrutturate' ad un prezzo, per loro conveniente, ma che qui fa la grande differenza in termini economici. Ho vissuto quasi 20 anni in Germania e só quanto subiscono il fascino dei nostri borghi antichi. Potrebbe questa idea essere valida oppure potrei rischiare un flop? Come si possono pubblicizzare questo tipo di abitzioni all'estero?

    Io ho esposto queste due idee. Credo di sapermi muovere in quello che è la mia materia ma di sicuro mi mancano le idee ed il know how su come partire. Se ritiene che entrambe le idee non siano buone allora Le sarei MOLTO grato se mi suggerisse un'attività da poter avviare che secondo lei in questo periodo possa fare la differenza (considerando ovviamente quelle che sono le mie capacità e conoscenze).

    Io la ringrazio in anticipo per la sua cordiale risposta

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    1. Buonasera Michele,
      entrambe le idee sono ottime, quindi mi dedicherei ad una delle due.
      La prima rappresenta il futuro dell'edilizia, quindi è un mercato destinato a reggere nonostante la crisi del settore. In questo caso è molto importante entrare in un network di professionisti che siano già inseriti in questo approccio costruttivo per creare delle sinergie e delle politiche marketing più efficaci.
      L'ideale sarebbe avere l'intera filiera che si propone al cliente con un'offerta unica e garantita.
      Ma l'idea che preferisco è la seconda. Non conosco bene il territorio del Molise, ma per ottenere il massimo risultato si potrebbe puntare, con una cordata di imprenditori, a rivalutare non la singola casa ma l'intero borgo, dando servizi di qualità e valorizzando l'artigianato locale. In alcuni paesi sono nate delle Fab Lab, di cui presto parlerò anche io e che rappresentano il futuro del "Glocal" (Global + Local).
      Ecco, a seconda delle forze e delle risorse economiche che può mettere in gioco potrà decidere la strada migliore.
      Se vuole un supporto per il secondo progetto, che è il più impegnativo tra i due, rimango a Sua completa disposizione.
      Cordiali saluti e complimenti.

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  42. Buonasera Fabrizio, mi sono incuriosito molto questa sera a leggere il suo blog, tra le altre cose sviluppato su una piattaforma dove pure io mi sono cimentato a pubblicare qualcosa per il negozio di acconciature di mia moglie.
    Noto anch io come il dott garofalo che non ci sono delle idee pazzesche tra gli utenti . E forse nemmeno io a dire il vero ne ho.....
    Mi farebbe piacere parlarle con piu calma e avere qualche minuto in piu della sua disponibilita . La mia filosofia di pensiero
    E praticamente uguale alla sua....non avro le sue competenze ma la penso come lei. Detto questo le spiego...ho bisogno di trovare l ispirazione giusta. . A me piace fare l' imprenditore mi piacerebbe avvicinarmi alla natura al cibo all ecologico biologico, al km 0 x educare questi giovani al futuro. Non posso fare l agricoltore xche non ne ho le competenze ma mi piace l idea del settore alimentar/ ristorazione ma ho paura che possa essere troppo impegnativo (di ore e di denaro) e poco redditizio (vedi negozio bio e km0,degustazioni ecc..) ho paura che sia un attivita - passione destinata solo a gente"benestante" ovvero che puo farla appunto per passione o, all'estremo, per gente hippy che la potrebbe svolgere solo per ideologia o stile di vita. Puo capire il mio pensiero e darmi qualche suggerimento x togliere questa nebbia che mi ofusca il cervello..? Spero di averle dato uno spunto diverso

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    1. Buongiorno Alessio,
      sono felice che tu abbia trovato spunti utili sul mio blog.
      Per quanto riguarda le tue idee legate a bio/km0 ti posso assicurare che non sono attività destinate solo a chi può permettersi di vivere di altro. Proprio oggi inaugura a Cesena (leggi qui) un negozio di un mio cliente, che ti assicuro non lo fa per hobby.
      Il vero problema sta, come sempre, nel come vengono fatte le cose. Senza esperienza imprenditoriale anche l'idea più bella rischia di trasformarsi in qualcosa di fallimentare.
      Un caro saluto.

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  43. se una persona, con moglie e figli a carico, scopre che, dopo 30 anni di commercio vissuti così così, inizia a perdere ogni anno un buon 20% (ed è già il quarto) sentendo i propri familiari accanirsi contro le mie scelte di continuare questo lavoro mentre vorrebbero che cambiassi magari con una pizzeria o focacceria beh! non ti chiedo nulla, eri l'unica persona che mi stava a sentire e mi sono sfogato con te.
    tra parentesi sono 30 anni che vendo e rappresento calzature artigianali di buona qualità ma di scarso nome ed attualmente il mio mercato è pieno di bassa qualità con alto nome e nessuno mi chiede più se la mia merce è di pelle e cuoio ma, quello che conta é il prezzo bassissimo o il nome blasonato con il prezzo un pò più alto. Ma cosa serve la nostra competenza il nostro esperto parere sul tipo di scarpa adatta al tuo piede se poi vuoi spendere 10 euro? Scusami di nuovo, complimenti per il tuo modo di scrivere e dialogare

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    1. Ciao Alessio, comprendo il tuo sfogo, ma contattami in privato, potrei avere delle belle notizie per chi è nel tuo settore (calzature artigianali). Così anche i tuoi famigliari potranno accanirsi meno contro di te ;)

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  44. Buongiorno sign. Fabrizio
    Siamo 3 amici disoccupati (non al bar)la nostra idea e' di avviare un'azienda agricola di verdura e ortaggi con coltivazione di champignon,tutto in serre con impianto di riscaldamento a cippato, integrando allevamento di ovaiole e forse maialini,la zona e' il lago maggiore sponda piemontese, il nostro grado di esperienza da 0 a 100 e intorno al 70/80% .le chiediamo in ginocchio :-) cosa ne pensa e se possibile darci una dritta. la ringrazio anticipatamente e le faccio gli auguri di una lunghissima vita al suo utilissimo Blog.

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    1. Buonasera Angelo,
      mai mettersi in ginocchio di fronte ad un altro essere umano ;)
      L'idea mi sembra buona, mandatemi via mail il vostro business plan così posso darvi una mia opinione più precisa: f.cotza@all-winners.it.
      A presto.

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  45. christian nardoni22 novembre 2013 16:25

    Salve Sig.Fabrizio, sai darmi qualche consiglio su quale attività redditizia avviare oggi? Ho letto i tuoi consigli molto utili al riguardo e interessanti. Io vivo in campagna, e mio padre produce latte, ma io non sono molto propenso a continuare la sua attività. Cosa mi consigli?

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    1. Christian mi spiace ma è una richiesta troppo generica per poterti dare una risposta utile.

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  46. Caro Fabrizio, ho un azienda specializzata nella realizzazione di opere pubbliche, che attualmente ritengo sia il settore più penalizzato dalla crisi, considerando l'attuale situazione delle PP.AA.
    Non riesco a capire da che parte volgere il timone della barca, mi sembra una situazione senza via di uscita (riduzione drastica delle commesse, mancati pagamenti e banche vampire) risulta difficile mantenersi a galla.
    Cosa fare? chiudere e cambiare settore?

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    1. Ciao Giuseppe, purtroppo devo dirti quello che dicevo ai miei clienti che lavoravano con le PP.AA: scappa!
      Al massimo puoi lavorare per un 20% con loro, e solo se hai una solida situazione di cash flow, altrimenti neppure quello.
      So che reinventarsi di questi tempi è piu complesso rispetto a 10 anni fa, così come fra 10 anni sarà più complesso fare quello che vi suggerisco ora. La tempestività nel fare le scelte giuste diventerà uno dei fattori fondamentali per chi vuole avere successo...

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  47. Buongiorno Sig. Cotza sono a chiederle un parere secondo il suo punto di vista da esperto.
    Io opero da oltre 10 anni nel settore finanziario, mi spiego meglio sono un agente in attività finanziaria e faccio LEASING, come ben sa il settore è in forte difficoltà per vari motivi, il primo che gli istituti di credito non hanno molta voglia di erogare nuovi affidamenti, inoltre il targhet dei clienti si è abbassato e ci sono sempre dei problemi, o sui redditi o nelle banche dati o altro.
    Infatti nel nostro settore siamo rimasti veramente in pochi a farlo, le chiedo quindi: secondo lei ha senso insistere e rimanere sul campo in previsione di una sperata ripresa o considera che il settore non possa avere sbocchi futuri?
    Ammetto che abbiamo fatto diversi anni molto positivi, ma ora siamo veramente al punto di rimetterci oramai da diverso tempo.

    La ringrazio per la sua disponibilità
    Matteo

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    1. Io dubito che ci sia una ripresa. Ma penso che in ogni settore, anche tra quelli più in crisi, si possa fare la differenza. Purtroppo la verità è che oggi si raccoglie quello che si è seminato anche negli anni d'oro...

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    2. Purtroppo la nostra attività e troppo legata agli umori delle banche o meglio se gli istituti di credito vogliono concedere leasing o meno.
      Quindi il nostro operato è relativo o meglio, se abbiamo lavorato bene negli anni ci ritroviamo ad avere cliente che ci contatta per avere nuovi prestiti ma che purtroppo non possiamo soddisfare.
      Inoltre nel settore leasing molte società sono venute meno e quindi diciamo che si contano sulle dita di una mano le mandanti.

      Per questo non riesco a capire se la politica futura del sistema bancario sia quella di riprendere con le erogazioni e se si vogliono ancora avvalere di agenti per farlo.

      La ringrazio per la sua disponibilità e per la cura con cui segue questo blog.

      Cordialmente
      Matteo De Berti

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  48. Salve Sig. Cotza,
    mi chiamo Maurizio,ho un posto fisso, e sto valutando l'idea di aprire una birroteca preferibilmente in Roma centro.
    La mia perplessita e' che per un locale ben situato di circa 30metri quadri l'affitto si aggira intorno ai 2500 euro.
    Per birroteca intendo un beer shop di qualita'.
    Cosa ne' pensa?

    Grazie

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    1. Salve Maurizio,
      mi tocca ripetermi, ma è un concetto che vorrei fosse chiaro: tutto può essere un'occasione o un flop tremendo ma per valutarlo non sono sufficienti pochi dati. Serve un'analisi accurata del posto (concorrenti, passaggio etc) una grande preparazione imprenditoriale, esperienza nel settore, il supporto di fornitori di qualità etc.
      I 2500 euro potrebbero essere tanti o pochi, dipende dagli incassi, dalla marginalità sui prodotti, etc.
      Il consiglio è non siate superficiali in queste analisi preventive, altrimenti lo pagate dopo a caro prezzo.
      Saluti.

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  49. Salve Fabrizio,

    da qualche tempo stò valutando di aprire assieme a mia Moglie un negozio di Giochi da Tavolo/Fumetti/Giochi di Carte in una provincia del Sud dove questo tipo di servizio non è presente. Accanto a questo valuteremmo anche la possibilità di avere una vetrina online. Tra i milioni di dubbi che ho spicca una domanda , come faccio a capire / tarare quale è la domanda di questo tipo di negozio in quel posto?

    Quali sono in generale gli indicatori da tenere sotto controllo per l'apertura di una attività?

    Ricchezza della città
    Target di vendite
    Occupazione degli abitanti del posto
    ...
    ...

    e dove si possono trovare queste informazioni?

    Grazie anticipatamente per le risposte.

    Valerio

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    Risposte
    1. Salve Valerio,
      questa è un'ottima domanda, a cui rispondo con un'altra:
      Se aveste già il negozio aperto (compreso quello online) dove andreste a cercare i clienti?
      Se la risposta è: aspetteremmo che arrivino allora partiamo già male. Se invece avete le idee chiare su dove possano essere i vostri potenziali clienti, ebbene, quello è lo stesso "posto" in cui fare il sondaggio per capire la potenzialità del progetto.
      Il segreto, in sintesi è: fai finta di avere già fatto tutto, quali sarebbero ora i tuoi passi per attirare clientela? Solo che invece di farlo dopo lo fai prima e ti rendi conto se l'idea funziona prima di investire tempo e denaro.
      Fammi sapere.

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    2. Grazie della Risposta :-)

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  50. ciao Fabrizio,

    sono Mya, una giovane imprenditrice di 29 anni, dal 2011 a settembre 2013 ho gestito con successo un ufficio commerciale di beni di prima necessità (luce gas telefonia) attraverso una rete di venditori porta a porta, essendo io stessa stata a suo tempo una venditrice. tutto è andato molto bene (chiaramente con cali in determinati mesi dell'anno che però erano fisiologici, tipo ad es. nel mese di agosto non c'è a casa nessuno) e in questi due anni da responsabile, il mio compito principale era quello di selezionare personale, (facevo circa 30 colloqui al giorno). nel mio ufficio, come in molti altri che conosco, c'era infatti un turn over continuo di personale, questo a causa delle caratteristiche proprie del lavoro stesso, che non sempre sono valutate dai venditori fin dai primi giorni. e così, a settembre, dopo che la famosissima azienda per la quale lavoravo (di cui preferisco non fare il nome) è venuta meno ad accordi pregressi portandomi ad un fatturato che a stento era sufficiente per coprire le spese, ho deciso di prendere le mie risorse migliori, stringere accordi con datori di lavoro in cerca di personale e fare da intermediario.

    ho aperto così un'agenzia del lavoro.

    ho costruito un database di datori di lavoro, realizzato un sito internet dove poter consultare le offerte che settimanalmente vengono aggiornate, ho offerto un servizio di formazione su come affrontare un colloquio (avendo visto in 2 anni di tutto e di più) redatto agli iscritti nuovi cv in formato europeo (la gente cerca lavoro con cv scritti a penna su carta che ha poco di differente da quella igienica) e effettuato ricerche specifiche in base al profilo dell'iscritto.

    il tutto a fronte di una quota di iscrizione che il cliente paga una tantum.

    ho affiancato a questo, grazie alla collaborazione con uno studio di commercialisti e avvocati, e alla collaborazione con associazioni di consumatori e caf, consulenze relative a mutui, prestiti ecc a tassi usurai e annullamento di cartelle esattoriali per vizi di forma, contenuto, notifica...

    ho messo annunci di lavoro (in base alle richieste dei datori) sui principali portali on line, inondato di volantini gli uffici di collocamento e riempito le cassette della posta.

    i primi mesi sono andati alla grande, oggi però gli incassi sono fortemente diminuiti e la causa principale è che chi cerca lavoro spesso non ha i soldi per la quota di iscrizione ed inoltre il nostro incasso (rappresentato unicamente dalla quota di iscrizione) siamo soggetti ai periodi dell'anno (ad es. a dicembre è venuta pochissima gente perché chi non ha il lavoro di solito pensa di cercarlo dopo le ferie) inoltre molti dei non iscritti non capendo fino in fondo le potenzialità del servizio segnalano di continuo i nostri annunci (accusandoci di volerli far pagare per lavorare) che vengono cancellati senza possibilità di replica.

    detto questo (e scusa per la lunghezza ma ci tenevo a spiegarti bene) secondo il tuo punto di vista come potrei evitare tutte queste variabili? (per una che viene dalla vendita è difficile concepire che non tutto dipenda da te, dalla tua costanza, preparazione, determinazione)

    ti premetto che purtroppo non sono in un punto di estremo passaggio (in una via principale basterebbe una vela fuori e al diavolo annunci e volantini) ma per ora per motivi contrattuali non posso spostarmi.

    cosa mi consigli?
    Grazie in anticipo!!!
    Mya

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    1. Ciao Mya,
      io sono dell'idea che è proprio il concetto in sé che ormai ha fatto il suo tempo. Le modalità per trovare collaboratori validi o per proporsi alle aziende non sono più quelle di un tempo, ma passano attraverso la rete di relazioni reali. Purtroppo nel tuo caso c'è un elemento in più, ovvero la sovrabbondanza di persone non qualificate in cerca di lavoro, ed inconsapevoli del valore dei tuoi servizi. Non ho una soluzione su due piedi da darti, ma il mio consiglio è quello di specializzarti e di non puntare sulla ricerca generica. In modo che il tuo cliente (chi cerca lavoro se ho capito, non chi lo offre) sappia che con te ha più possibilità reali di ottenere un buon impiego.
      Non conoscendo la tua struttura non so che livello di qualità venga percepito, ma questo è il secondo fattore da valutare. Hai mai provato a chiederlo espressamente ai tuoi iscritti?

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  51. Ciao Fabrizio.
    Sono Daniele , sono di Foggia (FG), ho 32 anni e ho famiglia con 2 bimbe.
    Mia moglie lavora solo 3 mesi l'anno come bracciante agricola presso azienda di cui il padre è uno dei soci.
    Io da più di 10 anni sto lavorando come operaio (installatore impianti) a tempo indeterminato in una azienda che si occupa di Telecomunicazioni (formata da 2 soci, 1 segretaria e 4 operai).
    L' azienda si occupa principalmente di forniture e installazioni di ponti radio, telefonia interna e reti sia cablate che wireless.
    Da oltre 2 anni la situazione economica va sempre più peggiorando al punto che ad oggi come stipendi si sono fermati a pagarci il mese di Luglio (stipendio netto di euro 1500).
    Riunendoci noi operai abbiamo capito che in breve tempo l'azienda fallirà poiché noi non ne possiamo più di continuare a lavorare gratis.
    Premesso questo volevo chiederti qualche consiglio.
    Io ho intenzione di aprire un negozio solo online che mi facesse guadagnare mensilmente almeno lo stesso stipendio che prendo / prendevo come dipendente.
    Ho già un locale (solo uso deposito ) di mia proprietà di 30 metri q. situato però in una zona artigianale.
    La domanda è: che prodotti mi consigli di vendere in modo da crearmi un attività redditizia?
    Grazie mille.

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    1. Ciao Daniele, la richiesta è troppo generica per darti un consiglio. Non si tratta solo di "cosa" vendere, ma soprattutto di "come" rendere il negozio on line visibile per un potenziale cliente. Per questo ti consiglio di farti seguire da un esperto di web marketing (che io non sono, ma se vuoi posso indicarti qualcuno bravo).
      Se invece ti serve una mano su tutto il discorso start up, business plan, etc. allora posso aiutarti anche io.
      Un caro saluto.

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  52. Buongiorno Sign. Fabrizio,
    mi chiamo Marco, poichè anche io sono disoccupato, sto pensando di mettermi in proprio.Sono un farmacista quindi pensavo di aprire una parafarmacia-erboristeria, anche se vedo che non sono molte le zone scoperte da un servizio del genere.Ho già capito che è importante il numero degli abitanti, la posizione del negozio, il parcheggio, e la densità di passaggio dei potenziali clienti.Conosci il mercato?Hai qualche consiglio da darmi?
    La ringrazio.
    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve Marco,
      sì, è un settore su cui posso dare molti consigli. Mi scriva in privato: f.cotza@all-winners.it

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  53. Salve sig. Fabrizio,
    abito in paese di circa 5000 abitanti in provincia di TA, sono attualmente in cassa integrazione, e ho da tempo l'intenzione di avviare un pastificio. Cosa ne pensa? Elvira

    RispondiElimina
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    1. Salve Elvira,
      mi spiace ma non riesco a dare consigli su domande così generiche. Ha fatto un sondaggio per verificare le potenzialità di richieste? Che budget ha a disposizione? Ha impostato un business plan? Senza queste informazioni ogni consiglio perde di valore. Cordiali Saluti.

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  54. Caro Fabrizio, ho trovato ii tuoi consigli interessantissimi e la cui applicazione è utile anche per chi come me gestisce da titolare un piccolo studio legale. Essendo questo un settore che soffre di una crisi strutturale oltre che di congiuntura economica, hai qualche consiglio specifico? Ti ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti. Francesco

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    1. Buonasera Francesco,
      conoscendo molto bene questo tipo di difficoltà ho creato un percorso specifico che aiuta i liberi professionisti come te: Professionista del Futuro.
      Credimi che partecipare a questa giornata è il miglior consiglio che ti possa dare.

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  55. Salve signor fabrizio ho 23 anni mi sono diplomato con qualifica di perito elettronico,dopo aver mandato centinaia di curriculum per un lavoro in qualche fabbrica senza ricevere risposte ed essermi iscritto in tutte le agenzie del lavoro possibili(secondo me non servono a nulla) e aver fatto qualche breve esperienza lavorativa, sono arrivato a un punto che non so cosa fare e sto valutando se aprirmi un'attività con l'aiuto di fondi per giovani (sempre se ci sono) già ma su quale settore buttarsi? abito a Termoli(cb) cittadina di 30.000 abitanti. Bar? c'e ne sono abbastanza cosi come la ristorazione.
    Agricoltura? possiedo un pò di terreno circa mezzo ettaro forse è poco. Attività industriale, vendita on line? non sò. il problema è che ancora non so cosa fare e cosa mi piacerebbe fare è un periodo difficile, spero in un suo consiglio su un'attività in cui investire. C'e da tenere in considerazione che abito in Molise una delle regioni più disastrate a livello economico d'Italia dove lavoro non c'è nè e con una mentalità molto antica. Forse nessuno sà dove si trova il Molise.
    La ringrazio per l'attenzione. Simone

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    1. Mi spiace Simone, ma non esistono formule magiche. Se hai letto con attenzione il mio blog (e non solo questo post) ti sarai reso conto che per intraprendere qualcosa in proprio serve un mix di fattori: un budget iniziale, un business plan chiaro, competenze tecniche superiori alla media, una buona rete di contatti, doti commerciali. In mancanza di questi fattori l'attività in propria si rivela molto spesso un fallimento, a prescindere da dove si vive. Chi illude affermando che basta "il sogno" e buona volontà è un criminale che specula sulla disperazione di molta gente per interessi personali.

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  56. Barbara Spidalieri07 marzo 2014 16:08

    Buonasera Fabrizio, ho letto molti dei post ai quali ha risposto ed ho trovato molto interessanti i suoi interventi. Io lavoro nel campo della comunicazione da circa 11 anni ma continua a ronzarmi nella testa l'idea di aprire un'attività tutta mia. Purtroppo (o per fortuna), io abito in un piccolo paesino in provincia di Modena, anche se lavoro in centro a Bologna. Mi piacerebbe poter "creare" qualcosa di nuovo nel posto dove abito.
    Sicuramente qualcosa che abbia a che vedere con i bambini, con l'ecologia e con la fantasia. Avevo pensato ad un "posto speciale" dove i bambini possano trascorrere del tempo ritrovando il gusto dei giochi di una volta, facendo merenda... come una volta ed attività creative, dalla musica ai corsi di riciclo creativo. In questo modo, anche le mamme avrebbero un posto dove potersi incontrare e scambiarsi esperienze o vivere una di queste esperienze con i propri figli, tipo un corso di cucina mirato ad entrambi.
    Un'altra idea era quella di aprire una pasticceria "solo" per bambini, con prodotti preparati in casa, come quelli che facevano le nostre nonne... con le marmellate senza coloranti e conservanti, una piccola "bottega delle meraviglie" che ti faccia venire la voglia di entrare... e anche in questo caso, il tutto amalgamato con iniziative mirate per mamme e piccoli.
    Lei cosa ne pensa?
    Grazie per la cortese attenzione. Barbara

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    1. Buongiorno Barbara,
      entrambe le idee sono buone, bisogna vedere però se vengono recepite ed apprezzate in un piccolo paese. Di solito quando si propongono attività di nicchia è preferibile farlo in una città medio-grande, in cui le esigenze sono più variegate. A meno che non si sia già appurato che c'è una massa critica di persone interessate a quel tipo di servizio.
      Ovviamente non parlo di commenti vaghi tipo "interessante", "bello", "simpatico", ma di persone realmente disposte a usufruire di quei servizi.
      Ha già messo giù un business plan indicativo per capire i costi di entrambe le attività?

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  57. Salve Fabrizio ho da 15 anni un'attivitá all'ingrosso di vendita di prodotti monouso e cosmetici da cabina per centri estetici. Mai come nell'ultimo anno e mezzo abbiamo sentito la crisi con una contrazione del fatturato di oltre il 35% i. La cosa preoccupante é che questo deriva per l'80% dalla chiusura dnegozi e per il restante per scelte alternative ed economiche diversedalla nostra proposta commerciale.Stiamo spostando l'attenzione verso il settore medicale che appare meno inchiodato del nostro cosa pensi tu ....é la strada giusta o dovremmo insistere e modificare atteggiamento nel nostro settore ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Conosco personalmente aziende che nel settore estetico stanno incrementando i loro fatturati, quindi fossi in voi cercherei prima di comprendere le cause di questa flessione e solo in un secondo momento prenderei in considerazione la diversificazione di settore.

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    2. Potresti aiutarmi in questo ?

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    3. Certamente, è il mio lavoro. Contattami in privato: f.cotza@all-winners.it.

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  58. Buongiorno Fabrizio,
    ho scoperto il suo blog cercando su internet delle informazioni relative ai rischi/vantaggi/svantaggi del aprire un'attività in franchising. Ho 28 e il desiderio di aprire una mia attività è diventato un chiodo fisso da un bel po' di tempo. I motivi che mi frenano sono sostanzialmente 3: per primo ovviamente la crisi e notizie sui continui fallimenti e chiusure delle attività, secondo motivo è la mancanza di un sostanziale capitale economico per l'apertura di un'attività in proprio (per questo il pensiero di farlo in franchising)e per ultimo la nulla esperienza nel campo del business, strategie di marketing ecc.. (aprire è la parte più facile. la vera difficoltà sta nel saper gestire).Per quanto riguarda le idee di ciò che vorrei "fare da grande", quelle ci sono. Se non le dispiace, vorrei esporgliele e sentire il suo parere.
    La ringrazio in anticipo
    Diana

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    Risposte
    1. Buongiorno Diana,
      se vuole espormi le sue idee non c'è nessun problema, se invece desidera una consulenza specifica per darle strumenti di tipo imprenditoriale o manageriale sarò ben lieto di aiutarla, dal momento che è il mio lavoro.
      Cordiali Saluti.

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  59. Buongiorno Fabrizio,
    non ho ancora ricevuto una sua risposta al post pubblicato in data 7 marzo.
    Le è sfuggito?
    Grazie per l'attenzione.
    Barbara

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    1. Buongiorno Barbara, avevo risposto ma mi sono accorto adesso che non era stata pubblicata. L'ho fatto ora.
      A presto.

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  60. Buongiorno Fabrizio,

    I miei complimenti, trovo molto interessante questo blog.

    Ho iniziato a sviluppare il concetto di agganciare l'attività edilizia ad altra attività in crescita, nello specifico proprio ad una attività agricola biologica a km 0.

    La sto sviluppando su un'area di circa 60 Ha a circa 3 Km da un capoluogo di provincia e prevedevo di utilizzare circa la metà dell'area ad azienda agricola biologica e l'altra metà a sviluppo residenziale con edifici ad emissioni zero.

    Mi chiedevo se hai qualche altro consiglio da darmi in merito al tipo di sviluppo:
    - che tipo di azienda agricola (io pensavo all'ortofrutticolo con allevamento di piccoli animali )
    - dove indirizzare il marketing per vendere queste abitazioni ad emissioni zero in un contesto agricolo di pregio, a quale target di persone
    - quali altre attività prevedere nel progetto
    - quali partner posso inserire nell'iniziativa in joint venture

    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Anonimo,
      grazie per i complimenti. Mi fa piacere che tu abbia già messo in pratica alcuni dei consigli.
      Per i consigli che mi chiedi si entra molto nello specifico e fa parte del mio lavoro di "Businessman Angel". Se sei interessato ad un preventivo di collaborazione contattami in privato: f.cotza@all-winners.it.
      A presto.

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  61. Ciao Fabrizio
    Complimenti per il blog.
    Ho 42 anni sposato con figli.
    Vivo in Sicilia, in una città di circa 70000 anime.
    Dopo 40 anni ho rilevato una piccola bottega artigiana di mio padre che si occupava di realizzare mobili su misura e riparazioni (falegnameria). L'ho portata avanti per 10 anni e purtroppo ho dovuto chiudere lo scorso anno. Ma ho ancora il locale attrezzato.
    Le cause che mi hanno portato a chiudere posso sintetizzarle in:
    -Concorrenza spietata dei mobilifici a basso prezzo con conseguente riduzione della domanda e dei prezzi.
    -Nel settore riparazioni e piccoli interventi sia a domicilio che in laboratorio, la concorrenza del lavoro nero. In pratica l prezzi sono stabiliti dal lavoro in nero ed è sostanzialmente impossibile reggere la concorrenza per chi è in regola.
    Qualche collega ha fatto
    la scelta in passato di ampliarsi, per allargare la sostanza delle commesse ma oggi si trova in grande difficoltà. La crisi sta mordendo forte il settore e chi ha contratto molti debiti soffre disperatamente.
    Adesso mi sto prendendo una pausa al fine di togliermi i debiti,contratti negli ultimi anni, prevalentemente con lo stato ed equitalia.
    Vorrei chiederti se riesci a intravedere una via per questo settore reinventando qualcosa che possa bypassare le problematiche che ti ho descritto (affrontarle è impossibile).
    Grazie
    Saro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Saro,
      non mi piace parlare di ciò che non conosco bene, e la situazione economica in Sicilia purtroppo non mi è completamente chiara. In linea di massima ti posso consigliare di approfondire tutto il mondo dell'artigianato digitale, ovvero l'evoluzione di quelli che sono stati vecchi mestieri. Trovi qualche accenno in questo video, ma potrai avere risposte più esaurienti se cerchi "cosa sono i fab lab". Non demordere e fai di tutto per salvaguardare il patrimonio di conoscenza che hai sviluppato in questi anni.

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  62. Buonasera Fabrizio,
    Innanzitutto complimenti per la competenza ed i validissimi consigli. la mia domanda è la seguente:
    Premesso che ho un posto fisso, vorrei mettermi in aspettativa ed intraprendere la gestione di un nuovo bar in Roma centro. Le mie preoccupazioni sono: la concorrenza ed il fatto che il bar essendo nuovo non ha una redditualità, ciò dovuto anche da una cattiva gestione del precedente titolare. Ho un diploma di scuola alberghiera, ma non ho mai gestito una attività. Il titolare è deceduto e gli eredi vorrebbero realizzare 80.000 euro per la licenza e le stigliature, l'affitto delle mura è 3.500 mensili; Credo fortemente nelle potenzialità e vedo una opportunità... gradirei un suo parere tecnico in merito. potrò farcela..?
    Mille grazie
    Paolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo,
      il mio consiglio è sempre quello di iniziare un'attività imprenditoriale solo se prima si è fatta un'esperienza da dipendente nello stesso settore, per impararne i trucchi. Quindi tu dovresti farti (se non l'hai già fatto) almeno 6 mesi da barista, prima di aprire un bar tuo. Per il successo di un'attività come questa servono vari ingredienti, ma questi sono i principali:
      - capacità relazionali e di vendita
      - capacità nella gestione degli acquisiti
      - capacità marketing
      - capacità di pianificazione finanziaria
      Quindi se senti di avere delle carenze in una di queste aree ti conviene colmarle PRIMA di intraprendere un'avventura imprenditoriale.
      In bocca al lupo.

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  63. Salve Fabrizio,
    sono una consulente aziendale, ramo bancario, da 15 anni. Ad oggi però sono davvero stufa di fare questo lavoro e vorrei reinventarmi in qualcosa di diverso tutto mio. Avevo pensato di aprire una attività nel settore del caffè (dal mio punto divista è un settore che non conosce crisi). Cosa potrei fare? vivo in una cittadina di 17.000 abitanti.
    Grazie Lorenza

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    1. Non saprei Lorenza, non ho esperienza nel mondo del caffè, mi spiace.

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  64. Buongiorno sono una piccola impresa edile del basso mantovano composta da 3persone....storia..il lavoro cera si andava bene sino al 2007..inizia la crisi vera nel mantovano....da li avanti si andava avanti come i pesci si boccheggiava...ora nel 2012 ....arriva il terremoto..tutte le nostre piazze si sporcano di imprese che vengono da 200km...e tutti promettono tutti bravi tutti furbi..ma intanto i soldi non arrivano....noi rimaniamo indietro con i fornitori e si passa da cattivi pagatori cosa che non siamo...siamo delle persone oneste e con buoni principi..ora siamo senza lavoro e senza speranze e senza soldi.....come mè nel mantovano saremo in 700 inprese messe cosi ....canna del gas..tutti con figli...con mutui..e con speranze..ma cosa dobbiamo fare......

    RispondiElimina
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    1. Conosco bene la realtà mantovana e vengo spesso per lavoro. In parte è vero quello che dice. Ma quello che ho notato è anche una scarsa propensione al rimettersi in gioco, al voler modificare i propri metodi di lavoro e al fare gruppo. Che forza potrebbero avere quelle 700 imprese se si unissero con un progetto di sviluppo comune? Che benefici ne avrebbero dal fare rete? Che impatto potrebbe creare anche sul territorio una strategia condivisa? Ed invece si preferisce guardare al proprio orticello, lasciando spazio poi a chi viene da fuori e che non sempre garantiscono serietà.
      L'unica risposta utile che le posso quindi dare è: uscite dall'individualismo e prendete in considerazione l'idea di fare squadra. Noi lo abbiamo fatto ed i risultati sono stati ottimi: www.winnergroup.it.

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  65. Buon giorno fabrizio, sono un uomo di 36 anni 21 dei quali passati come dipendente operaio nulla di male anzi il problema è che ora non ci sia più questo lavoro nella mia azienda parlano di tagli licenziamento, quindi stavo pensando fosse arrivato il mio momento di fare ciò che mi piace cioè semplicemente un camioncino vendita panini porchetta bibite.
    Il cibo secondo me non ne farà mai a meno nessuno.
    Cosa pensa di questo settore?
    Per me un suo preziosissimo consiglio sarà oro.
    Grazie buona giornata!

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    Risposte
    1. Buongiorno Graziano.
      Perché no, ma giusto per distinguerti dai classici camioncini con la porchetta proporrei anche qualcosa di specifico per vegetariani e vegani. Saranno sempre di più e tu saresti l'unico con questo tipo di offerta. In bocca al lupo ;)

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  66. Buon giorno Fabrizio, innanzitutto complimenti x il sito, davvero utile e facile da consultare! sono alla disperata ricerca di aiuto nel decidere che tipo di attività aprire in Germania, probabilmente nel Baden, visto che abbiamo MIRACOLOSAMENTE, venduto la casa e vorremmo investire circa 30mila euro per provare ad avere un futuro migliore. Le opzioni sono le seguenti: o una toilettatura cani e gatti con piccolo negozio di alimenti x animali, o un negozio di scarpe e accessori multimarca (ma in questo caso non c'è possibilità di crescita) o un cosiddetto negozio leggero di alimentari bio o detersivi bio. La prego mi dia un consiglio!! Grazie un caro saluto Lucia

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    Risposte
    1. Buongiorno Lucia,
      purtroppo non conosco il mercato tedesco in modo tale da poter dare consigli affidabili, anche perché bisognerebbe sempre prima fare un analisi del territorio per capire quanti possibili concorrenti ci sono e se ci sono altri potenziali spazi liberi. Quindi il negozio bio potrebbe essere un'ottima idea, ma se la zona è già abbondantemente coperta sarebbe sicuramente più difficile crearsi una clientela. Quindi fai come prima cosa questo e una volta che hai maggiori informazioni ricontattami.
      A presto.

      Elimina
  67. Buon giorno Fabrizio, sono un carrozziere (battitore) di grande esperienza e capacità lavorativa. Lavorato in alcuni grandi carrozzerie di Roma e sognavo da sempre avere una officina propria.
    Prendevo un colpo quando mio ex datore di lavoro faceva prezzo di riparazione ai clienti, e pensavo che mi basterebbe la metà se farò stesso lavoro ma per conto proprio!
    Pensavo che carrozzerie di oggi è in crisi proprio per il prezzo di riparazione. Cliente privato non viene più, perché è troppo caro!
    Innovazione mia e tornare in passato quando artigiano e cliente non avuto nessun tipo di intermediazione, nessun personale introduttivo.
    Ho in mente una piccola carrozzeria a Roma e di circa 240mq,
    orientata ai clienti privati offrendo prezzo più basso a Roma.
    Ma prima di investire ho deciso di fare un sondaggio di mercato, ho creato un sito web. www.carrozzeriagiusta.com
    E adesso sono in dubbio, perché ho proprio pochissimi contatti e richieste.
    Forse sono sulla strada sbagliata?
    Lei che ne pensate?
    Grazie, Alessandro.

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