Attività Redditizie 2015

Come sapete ogni anno inauguro il mio blog con le indicazioni da seguire per creare o sviluppare un’attività redditizia.

Lo scorso anno vi anticipai che ci sarebbe stato il boom dei FabLab (qui potete leggere l’articolo, se ve lo siete persi) con tutto ciò che è legato ad essi (crescita dell’open source, dell’autoproduzione etc.). Ed infatti così è stato. 

Vediamo quindi quali sono le prospettive per questo appena iniziato.

Aumenterà la tendenza verso tutto ciò che è “sharing”, ovvero condivisibile tra più fruitori. Alcuni esempi interessanti si trovano nei trasporti, da Bla Bla Car che ti permette di trovare un passaggio condividendo i costi vivi, a Uber, temibile rivale per la potente casta dei tassisti.
La nascita di siti dedicati, come gli italianissimi Sharing o SolverCity dimostrano in maniera evidente come dagli acquisti ci si stia spostando lentamente verso lo scambio, l’affitto o la condivisione.

Quindi il primo consiglio per quest’anno, se volete rendere redditizia la vostra attività è:

“Ipotizzate forme diverse di commercio, non solo legate alla vendita di un bene”. 

Le persone non vogliono più accumulare oggetti ma poterli utilizzare quando ne hanno bisogno. Basta guardare quanta roba inutile abbiamo nei nostri cassetti o nei nostri armadi, per capire l’importanza di questo cambiamento in atto.

Il secondo consiglio invece spiega il motivo per cui molte Startup falliscono, sebbene le idee da cui partono siano potenzialmente vincenti:


“Non puntate tutto sulle nuove idee, ma su come realizzare quelle sviluppate male dagli altri”. 

Soprattutto in Italia la creatività non manca, mentre siamo carenti in competenza manageriale. Solo quest’anno ho ricevuto oltre 500 mail di persone che mi chiedevano se la loro idea imprenditoriale era buona, e al 99% di loro ho dovuto rispondere la stessa cosa: “L’idea è buona, ma dov’è la strategia per realizzarla?”. 
Il mito dell’imprenditore solo geniale e creativo è tramontata già negli anni ’80, eppure c’è chi ancora non ha realizzato che la cosa più importante oggi è un piano concreto d’azione, composto da due macro aree ugualmente importanti:
  • L’essere umano: Un imprenditore deve chiedersi quanto il suo carattere impatta nelle relazioni con collaboratori, fornitori e clienti. Quello è il suo marketing personale. Pessimo carattere = pessime relazioni. Pessime relazioni = poca benevolenza. Poca benevolenza = sforzi maggiori nell’ottenere risultati.
  • La struttura: di questo aspetto ho già parlato in passato, ma per chi approda qui per la prima volta o per i più smemorati è meglio ricordarlo. 
Non puoi avere una tua attività (redditizia) se: 
- non sai creare un business plan ed una strategia concreta
- non fai controllo di gestione e non conosci la marginalità dei tuoi prodotti o servizi. 
- non gestisci bene le tue energie ed il tuo tempo
- non hai abilità organizzative o di gestione delle persone. 
- non sei forte nella vendita e non ti posizioni bene a livello marketing
- non fai parte di uno o più network di professionisti o aziende. 
- non ti formi costantemente sotto il profilo tecnico e relazionale.

Il terzo ed ultimo consiglio di quest'anno è:


Siate Sovversivi! 

Dovete esserlo facendo il contrario di quello che vi dicono la televisione, i politici o gli analisti fuffaroli. 
Due dati semplici a dimostrazione di questo: il prezzo del petrolio e quello dell’oro. In questi ultimi anni una miriade di “esperti”  prevedevano un picco dei prezzi, che invece sono crollati vertiginosamente. Alle persone comuni (come me e te) non verranno mai date informazioni sulle vere previsioni (sempre ammesso che esista qualcuno in grado di farle). 
Tu nel dubbio fai sempre il contrario di quello che ti viene suggerito dalla maggioranza delle persone.

Come sintetizzare dunque questi 3 concetti in un’unica azione?
Ho lavorato a lungo in questi mesi per potervi dare una risposta e il frutto di questo lavoro si è concretizzato in un modello di business che ho presentato in anteprima a Dicembre ad un pubblico di selezionati imprenditori e liberi professionisti. Posso garantirvi che sono rimasti tutti estremamente entusiasti e stupefatti della sua efficacia.
Così ho deciso di dargli questo nome: “Strategia Sovversiva - Un innovativo modello di business per creare attività redditizie”.

Per poterlo trasferire a tutti i miei clienti ho creato un corso di un'intera giornata, che terrò Sabato 11 Aprile a Bologna. 

Perché sarà un CorSovversivo? Ecco alcuni motivi:
  • Sovverte l’idea che imitando gli uomini di successo si possa avere uguale successo: la strategia va fatta sulla singola persona.
  • Sovverte la distinzione azienda/imprenditore, dimostrando come questi due fattori siano strettamente correlati.
  • Sovverte qualsiasi approccio strategico concepito fino ad oggi, fornendo un nuovo paradigma facilmente applicabile tanto dal libero professionista quanto dalla grande azienda.

  • Sovverte l’idea che un corso di questo tipo debba per forza essere tecnico o complesso: la forza dei concetti sta nella loro facile comprensione ed applicazione.
Per chi volesse richiedere il programma completo e le modalità di partecipazione può scrivermi direttamente qui: info@all-winners.it.

Se quest'anno vuoi davvero dare una svolta positiva alla tua professione è giunto il momento di fare qualcosa di concreto, perché pensare intensamente al successo non è sufficiente!

Ti aspetto ;)

8 commenti:

  1. Stefano Cutrera8 gennaio 2015 13:38

    Ottimo articolo Fabrizio, attendo ormai come un rito il tuo post di inizio anno con le nuove tendenze e devo dire che non hai mai sbagliato nulla! Complimenti.

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    1. Grazie mille Stefano, gentilissimo!
      A fine anno mi dirai se ci ho preso anche questa volta ;)

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  2. Possono partecipare tutti al corso oppure e' solo per imprenditori che hanno gia' un azienda?
    Annalisa

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    1. Buongiorno Annalisa, può partecipare chiunque gestisca già o intenda aprire un'attività. Quindi è per imprenditori, liberi professionisti e startupper. Se ti interessa il programma completo scrivimi: info@all-winners.it.

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  3. Buonasera Dott.Cotza, mi ha molto colpito e toccato nel vivo il secondo punto, in cui afferma che l'idea oggi è meno importante della capacità di sviluppare quello che già c'è. Dico toccato nel vivo perché per anni mi sono chiesto il motivo per cui le mie idee imprenditoriali non avessero successo, e dall'elenco che Lei fa ho compreso che mi mancavano la maggiorparte di quegli elementi. Vorrei però farLe una domanda: non è preferibile cercare qualcuno che abbia già quelle competenze piuttosto che doverle imparare tutte? Anche perché alcune richiedono studi specifici e complessi.
    Grazie in anticipo e complimenti per tutto il blog.
    A.L.

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    1. Dott. Lolli buonasera e grazie per i bei complimenti. Se può essere di conforto la sua situazione è molto più comune di quanto si creda. Spesso ci si illude che l'idea geniale possa sopperire alle carenze gestionali, ma è solo un modo per cercare scorciatoie e per illudersi e non affrontare la realtà. Già il riconoscerlo è un ottimo passo avanti!
      Per quanto riguarda la sua domanda: dipende da che risorse si hanno da mettere a disposizione per potersi permettere un manager di questo tipo. Se l'azienda è strutturata sicuramente conviene trovare personale qualificato in ciascuno di quei settori, ma se l'azienda è piccola o addirittura è una startup è necessario che il titolare (o i vari soci) abbiano queste competenze. Acquisirle non è complesso come si crede. Purtroppo spesso si fa riferimento a trascorsi universitari con informazioni nebulose e complesse, mentre io sono per la sintesi e la concretezza. Se verrà al corso dell'11 aprile lo potrà verificare lei stesso. Imparerà molte più cose in quella giornata di quanto possa immaginare. Garantisco io: soddisfatto o rimborsato!

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  4. Ciao Fabrizio e buon anno!
    Quante aziende sono nate e cresciute (alcune addirittura sono adesso multinazionali) migliorando idee di altri... Persone con un grande talento e genio inventivo hanno fallito clamorosamente perché non altrettanto capaci dal punto di vista imprenditoriale. Troppo spesso si parte a "testa bassa" su un'idea apparentemente vincente senza pianificare nei dettagli la cosa. Ma sono proprio i dettagli che fanno la differenza tra la riuscita e la sconfitta.
    Non sono neppure da trascurare "alleanze" e rapporti interpersonali perché l'essere umano è prima di tutto emozionale; chi antepone la razionalità lo fa "violentando" il proprio istinto (nel lavoro, fare questo però, è spesso essenziale).
    Certo, partire dall' idea di altri migliorandola, come dici, potrebbe essere una vincente anche se nel mercato chi prima sviluppa un' idea (o prodotto) è avvantaggiato. Ma puntando su un buon marketing e un po' di pazienza si può sopperire a questo svantaggio...
    Sono anche io dell'idea che il titolare di un'azienda debba conoscere almeno a grandi linee le "leggi" che governano un'azienda: amministrazione, controllo di gestione, redigere un buon business plan, marketing e vendite. Poi per i dettagli ci si può appoggiare ad un "Business Man Angel"....

    Buon Lavoro
    Marco Braglia

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    1. Buon anno anche a te e grazie per la condivisione delle tue riflessioni ;)
      In un recente passato il vantaggio competitivo dell'essere i primi durava di più, e per i "secondi" era molto difficile colmare il gap. Oggi una startup fa molta più fatica a creare una nicchia di monopolio e a mantenerla nel tempo, se non cura tutti gli aspetti che ho descritto nel post. Viceversa se si ha un solido approccio manageriale è molto più facile scovare idee già esistenti e portarle al successo. C'è pero un differenza sostanziale: la buona idea può essere il frutto di un lampo di genio mentre la competenza va costruita con dedizione e umiltà!
      Buon lavoro anche a te!

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Fabrizio Cotza - Formatore Sovversivo.
www.fabriziocotza.it